Aperitivo Blu Bass’Otto: l’inclusione sociale nel cuore di Bologna.

Un’iniziativa dedicata alla socialità e all’accessibilità delle persone con disturbo dello spettro autistico, nata dalla sinergia strategica tra Camst group, ANGSA Bologna, Azienda USL di Bologna e il Comune di Bologna nell’ambito del percorso “Bologna Città Blu”.

Comunità e territori
Risultato misurato

Ogni venerdì sera, un appuntamento settimanale fisso per l’inclusione. 40 persone in media per serata.

1 Il contesto

Garantire reali opportunità di socializzazione e abbattere le barriere relazionali per le persone con disturbo dello spettro autistico (DSA) rappresenta una delle sfide centrali per la costruzione di una comunità autenticamente accessibile. Spesso la carenza di spazi urbani sicuri, strutturati e privi di sovrastimoli limita la vita di relazione di questi ragazzi, amplificandone la vulnerabilità. Cogliere l’opportunità di convertire i luoghi del quotidiano in contesti inclusivi è fondamentale per rispondere concretamente ai bisogni di queste fragilità.

2 L'iniziativa

A partire da maggio 2025, Camst group ha aperto le porte del suo storico ristorante self-service Bass’Otto, situato in via Ugo Bassi 8 a Bologna, per dare vita al progetto “Blu Bass’Otto”. L’iniziativa si inserisce nel quadro programmatico di “Bologna Città Blu”, il percorso promosso dal Comune di Bologna per le persone affette dal disturbo dello spettro autistico. Ogni venerdì sera, i locali si trasformano in un ambiente protetto e accogliente dove i partecipanti possono rilassarsi, condividere esperienze, giocare o guardare la TV. La costante presenza di un facilitatore professionale assicura la corretta mediazione dei bisogni e favorisce l’interazione positiva tra le persone.

3 Il risultato

Con il progetto Blu Bass’Otto, Camst group consolida i propri obiettivi ESG legati all’impatto sociale, restituendo valore al territorio attraverso la co-progettazione con le istituzioni locali e il terzo settore. Il beneficio generato si traduce in un potenziamento del benessere emotivo e relazionale dei partecipanti, offrendo al contempo un punto di riferimento sicuro per le famiglie. L’iniziativa dimostra come la ristorazione collettiva possa evolvere in uno strumento di welfare comunitario, trasformando un asset aziendale in un presidio di cittadinanza attiva e inclusione.