Circa 16 tonnellate di prodotti ortofrutticoli esteticamente imperfetti da recuperare e valorizzare nei primi sei mesi di sperimentazione.
1 Il contesto
Il mancato utilizzo di prodotti agricoli idonei al consumo per motivi esclusivamente estetici rappresenta una delle storture più gravi della filiera alimentare globale. Questo fenomeno non costituisce solo uno spreco di cibo e di risorse naturali scarse (acqua, suolo ed energia), ma si traduce in una pesante perdita economica per i produttori locali. Il valore del cibo deve includere non solo il prezzo finale, ma anche il rispetto del lavoro agricolo, la qualità dell’alimento e la tutela del reddito di chi produce.
2 L'iniziativa
Per rispondere concretamente a questa sfida, Camst group ha unito le forze con Agribologna e Conor (Gruppo Agribologna) nel progetto “Scelti perché buoni”. L’iniziativa prevede l’acquisto e l’utilizzo in cucina di prodotti ortofrutticoli sani, sicuri e nutrienti che rischierebbero l’esclusione dal mercato per piccoli difetti visivi. A partire dal 1° luglio 2026, ortaggi di stagione come zucchine, melanzane, cetrioli e carote vengono integrati nelle ricette e nei menu di sei ristoranti self-service Tavolamica dell’area metropolitana di Bologna, trasformando un’eccedenza potenziale in risorsa, prevenendo le spreco alimentare e sostenendo la filiera agricola locale.
3 Il risultato
Nei primi sei mesi di avvio, il progetto mira a valorizzare circa 16 tonnellate di prodotto, dimostrando la fattibilità di un modello di filiera corta e integrata che unisce agricoltura, logistica e ristorazione. Oltre al risparmio di risorse e al supporto economico diretto ai produttori, “Scelti perché buoni” agisce come strumento di sensibilizzazione culturale verso i clienti. Promuovendo scelte di consumo più consapevoli e responsabili, Camst dimostra come la lotta allo spreco alimentare a monte possa generare valore condiviso per il territorio, per l’ambiente e per le persone.